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martedì 8 aprile 2014

Di uovo universale, uova di draghi e signorine che non sanno scegliere per sé

Buon pomeriggio compulsivo a tutti,
dopo ore di letture matte e disperatissime posso affermare con orgoglio che l'affair Currently Reading è in via di risoluzione. Mi spiegherò meglio più avanti, ma prima che leggiate oltre voglio avvisarvi: questo è un post noioso. Non dite che non ve lo avevo detto. 

Neil Gaiman e la sua gioia di vivere
Domenica scorsa, dopo una giornata trascorsa a leggere, ho terminato L'oceano in fondo al sentiero (Mondadori) di Neil Gaiman. Mi è piaciuto al punto che ho un po' pianto. Mi è piaciuto al punto che ho dovuto dargli cinque stelline su Goodreads. Cosa colpisce di questo libro? Molte cose mi sono rimaste in testa. Prima tra tutte la concezione di Gaiman della vita adulta: gli adulti non esistono. Cresci ma dentro resti lo stesso bambino pieno di paure e limiti. Però se sei un bambino puoi piangere. Gli adulti non possono o meglio, non dovrebbero: nessuno che non abbia una madre a consolarlo dovrebbe piangere. Mi ha anche colpito il cenno quasi casuale fatto da Gaiman all'uovo universale. Si tratta di un uovo da cui nasce un universo. Ciò che mi ha colpito è che anche in The Books of Magic (che, ricordo, è del 1990) Gaiman accennava a un uovo universale, come a dimostrare che per quanto Neil non abbia scritto saghe letterarie - tutti i suoi romanzi o quasi sono auto-conclusivi - esiste un filo rosso che collega le sue opere, una stessa concezione della vita, della morte e dell'universo che è alla base di tutta la sua poetica, rivelando un intento autoriale raro nella letteratura di oggi. 

Sto già fangirlando per questo libro
Neil Gaiman è senza dubbio uno degli autori che considero cult. Lo è anche Robin Hobb, sebbene confermo la delusione di Blood of Dragons. Ho ripreso questo volume conclusivo delle Rain Wilds Chronicles e mi spiace dirlo ma è proprio una fatica. Vi avviso, nelle prossime righe potrebbe esserci qualche spoiler. Il principale problema di questa tetralogia è che non riesco a identificare un personaggio preferito. Non perché ce ne siano troppi: perché non ce ne è uno che spicchi in modo particolare. La storia di Alise, che riesce a emanciparsi da un marito che non la ama, sembra un rimaneggiamento della "liberazione femminile" di Keffria nei Mercanti di Borgomago - solo che mentre Keffria si libera da sola, Alise ci riesce "anche" grazie a un altro uomo. La storia di Sedric sembra una... prova generale per altro. La draghessa Sintara non è male, ma la regina resterà sempre Tintaglia. Thaymara... solo a me lei e i suoi corteggiatori ricordano il trio di Twilight? No, ok, ora sono troppo cattiva, lo ammetto, ma il romanzo resta una lettura noiosa, punto, c'è poco da fare. I capitoli raccontati dal POV di Hest e del Duca di Calched li ho semplicemente odiati. Mi rendo conto che l'intento era quello, ma li ho odiati. A questo punto temo seriamente per Fool's Assassin. Ti prego Robin, abbimi scritto un nuovo capitolo delle avventure di Fitz e del Matto all'altezza delle aspettative. E' vero che io ho delle aspettative ben precise e se farai qualcosa che si discosta da quelle non sarò contenta. Ma se le ho è perché hai narrato la storia in un certo modo, non nascondiamoci dietro un dito. 

L'agghiacciante locandina del film
Il GdL di Persuasione frattanto procede benone. Sono in pari con le tappe avendo finito la prima parte del libro (i primi 12 capitoli). E' vero che per capire un libro fino in fondo è sempre meglio rileggerlo e non fermarsi alla superficie. Avendo già letto Persuasione e avendo già apprezzato la storia più superficiale, mi sto soffermando su altri aspetti. Ricordo che nel corso della prima lettura Anne Elliot mi era piaciuta. Ora non è che mi dispiaccia, ma non posso fare a meno di riflettere su quanto sia un personaggio passivo, almeno in questa parte iniziale della storia. Anne ha dei desideri ma non agisce mai andandovi incontro: si limita ad accettare passivamente ciò che gli altri decidono per lei. Non mi sto riferendo alla decisione presa anni prima di non sposare Fredrick Wentworth, ma a cose meno importanti, come restare a occuparsi di Louisa oppure no, o ancora recarsi o meno a Bath. Anne è priva di autonomia sotto ogni punto di vista. L'unico momento della storia in cui ha mostrato autonomia è un episodio accaduto nel passato, che ci viene narrato per interposta persona e viene stravolto: mi riferisco al rifiuto della proposta di matrimonio di Mr. Musgrave, che finirà poi per sposare la sorella di Anne, Mary. Anne rifiuta la proposta di matrimonio perché ancora innamorata di Wentworth, ma ecco che Louisa e Henrietta pensano che, ancora una volta, Anne sia stata persuasa in tal senso da Lady Russell. E' questo l'aspetto della rilettura che ho trovato più interessante fino a questo momento. E' impossibile non fare un raffronto con Elizabeth Bennet di Orgoglio e Pregiudizio: in O&P l'unico "ostacolo" che si frappone fra Elizabeth e i suoi desideri è il suo stesso pregiudizio, ma Elizabeth è una ragazza pronta a rincorrere ciò che vuole, senza lasciare che altri decidano per lei. Se Anne fosse stata al posto di Elizabeth avrebbe sposato Mr. Collins? Chissà. Forse non lo sapremo mai.

Un altro Mr. Collins in abiti religiosi

Torno alle mie letture ma vi lascio con una canzone che mi è venuta in mente leggendo Persuasione: Henrietta dei Fratellis. Saluti compulsivi a tutti!






sabato 14 agosto 2010

Compulsive letture estive

Salve a tutti, sono una lettrice compulsiva di ritorno dalle vacanze.
La reclusione in località segreta priva di librerie non ha funzionato: la suddetta località è infatti molto vicina ad un'altra località che di librerie è invece dotata (e si parla di una Feltrinelli, signore e signori).

Ecco i due nuovi acquisti dell'estate:

- Il castello errante di Howl di Diana Wyne Jones (Kappa Edizioni)
- Maximum Ride: Max di James Patterson (Nord)

Ho dovuto procurarmeli: i miei calcoli erano risultati sbagliati, sarei rimasta senza niente da leggere e non potevo permetterlo.

Ecco dunque i libri letti sotto l'ombrellone:

- Il guardiano degli innocenti (Sapkowski) Nord
- Alice nel paese della Vaporità (Francesco Dimitri) Salani
- American Gods (Neil Gaiman) Mondadori (uno dei pochi romanzi di Gaiman non ancora letti)
- Il castello errante di Howl (Diana Wynne Jones) Kappa Edizioni
- Zia Mame (Patrick Dennis) Adelphi
- I diari della mezzanotte - Cacciatori della notte (Scott Westerfeld) Newton & Compton
- Orgoglio e Pregiudizio e Zombie (Jane Austen e Scott Graham Smith) Nord
- Maximum Ride: Max (James Patterson) Nord

Quelli che ho preferito sono Il guardiano degli innocenti e Il castello errante (di cui prima o poi leggerò i seguiti). Il peggiore senza dubbio è Orgoglio e Pregiudizio e Zombie (di cui si salva solo il testo austeniano). Piacevole sorpresa Cacciatori della notte (che ho apprezzato più di L'ora segreta e Dentro le tenebre, i primi due volumi della serie) e delusione per Max (ho apprezzato gli altri quattro della saga - L'esperimento Angel, La scuola è finita, Salvare il mondo e altri sport estremi e Il volo finale - ma qui non trovo la trama da nessuna parte, boh).
Alice e Zia Mame mi sono piaciuti, ma mi aspettavo onestamente di più.

Da non sottovalutare, la mia lista di libri-da-leggere ammonta oramai a 'soli' 41 esemplari, si fano passi da gigante.

Chiudo nel porre l'usuale interrogativo: e voi cosa state leggendo/acquistando/meditando di leggere?
Grazie a tutti coloro che, in mia assenza, hanno dato fiducia al blog, iscrivendosi, perchè sono sicura che quando sono partita i Readers non erano trenta.
Arigato.

Saluti compulsivi a tutti.

sabato 10 luglio 2010

DALLA MEYER ALLA AUSTEN: DALLE STALLE ALLE STELLE


Salve a tutti, sono una lettrice compulsiva e il caldo non riesce a fermarmi.
Conclusi Renegade's Magic e l'Isola del Tesoro, ho intrapreso la breve e veloce lettura de La Breve Seconda Vita di Bree Tanner, di Stephenie Meyer (Fazi), di cui non dirò molto perché dovrei scriverne per Fantasy Magazine. Mi limiterò ad una 'nota di colore': ho letto il libro nell'arco di ventiquattro ore. Per brevità e non per bellezza del testo.

Attualmente sto leggendo L'Abbazia di Northanger, di Jane Austen, un classico che ancora mi mancava. Da grande fan di Orgoglio e Pregiudizio, ho approfondito la Austen con Ragione e Sentimento ed Emma, ma ancora mi mancano Persuasione e Mansfield Park, che presto o tardi recupererò.

Molti non apprezzano il fascino dei libri di questa straordinaria autrice, ma io la adoro. Mi diverte il suo modo di scrivere e la certezza dell'happy end è in un certo senso consolatoria.

Vi lascio con una citazione di Jane:

Se una donna ha la disgrazia di avere una certa cultura, deve cercare di nasconderla, per quanto possibile.

E voi quali libri avete letto/state leggendo/leggerete in questi caldi giorni estivi?
Saluti compulsivi a tutti!