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venerdì 10 aprile 2015

Bookaholic a Milano Fantamagica

Buonasera compulsiva a tutti,
è una Bookaholic affetta da gravi problemi espressivi a scrivervi.
Di cose da dire ce ne sarebbero tante, troppe persino. Mi limiterò all'essenziale (e stavolta non sarà invisibile agli occhi): domani, 11 aprile, e domenica 12, sarò in via Gallarate 46 a Milano presso l'associazione culturale Magicabula dove si terrà la prima edizione di Milano Fantamagica, manifestazione dedicata al fantastico che porterà un pizzico di magia nel capoluogo lombardo. 


Sabato alle 16.00 terrò un panel sulla rappresentazione della diversità negli universi fantastici - non solo letterari - e domenica, sempre alle 16.00 parteciperò a un panel sulla fiaba discutendone le strutture archetipiche individuate da Propp. Se vi piacerebbe conoscermi, farmi i complimenti per il fantastico blog, farmi fuori perché mi trovate insopportabile oppure - cosa molto più probabile - non ve ne importa niente ma non avete niente da fare, passate: siamo il lato oscuro del fantasy, abbiamo i biscotti. Info complete su Fantasy Magazine. 

Saluti compulsivi a tutti,
B. 


domenica 15 marzo 2015

Terry and the Death

Buon pomeriggio compulsivo a tutti,
ci sono domeniche in cui bisognerebbe approfittare del tempo libero per portarsi avanti con progetti che rischiano di arenarsi e si finisce invece per scrivere di Terry Pratchett, del Terry Pratchett del Mondo Disco, del Terry Pratchett che non c'è più. 


Il mio primo incontro con lui risale a eoni fa, quando la collana I miti junior Mondadori propose un suo romanzo, Il popolo del tappeto, tuttora nella mia libreria. C'è una frase che mi colpì molto nella nota al romanzo scritta dallo stesso Pratchett e che, reduce da un trasloco, vi riassumo perché non ho la copia con me: quando ho scritto questa storia ero giovane e pensavo che il fantasy dovesse parlare di maghi e re. Ora mi rendo conto che dovrebbe parlare di come evitare maghi e re. La frase rimase lì, in un cassetto della mente, ma non ne capii appieno il senso. Ora, ad anni di distanza, penso finalmente di aver capito. E mi accorgo che considerare Terry Pratchett come un autore "di fantasy" o un autore "per ragazzi" - con tutto lo spregio snobistico che questa definizione si porta dietro in certi ambienti - è riduttivo. Perché Terry Pratchett non scrive solo di un mondo a forma di disco sorretto da quattro elefanti sul dorso di una tartaruga che vaga nello spazio, ma parla di un mondo in cui la magia esiste, la Morte ha una sua fisionomia e tutto esprime in realtà qualcos'altro. 

Supporto la letteratura fantastica come escapismo, ma supporto la letteratura fantastica anche come specchio del reale e strumento per incidere sul reale. Questo Pratchett ha saputo farlo lo ha fatto con classe e sense of humor. Vi lascio con un'illustrazione dedicata a Pratchett - che, vi ricordo, era malato di Alzheimer da anni - da Chris Riddle (originariamente postata qui). 

Terry e la morte 

sabato 24 gennaio 2015

Il torneo dei rock guerrieri o il ritrovamento del drago

Buongiorno compulsivo a tutti,
è una Bookaholic di fretta a scrivervi quest'oggi, ma desiderosa di segnalarvi un racconto breve disponibile per il download gratuito nei formati Pdf ed ePub: date queste premesse, potete lasciarvelo sfuggire?

La cover è disegnata da Marco


Si tratta di Il torneo dei rock guerrieri o il ritrovamento del drago, short story di Marco Guadalupi ambientata nello stesso universo narrativo di Dark Rock Chronicles. Se temete che sia necessario aver letto il romanzo - pubblicato in cartaceo e in digitale da Plesio nel 2012 - non preoccupatevi: il racconto è indipendente oltre che ambientato prima. I personaggi, inoltre, sono diversi. 

Ecco la trama:
Il drago era scomparso. Al pub non si parlava d’altro.
Così inizia l’avventura di Ben Diesis, giornalista musicale sulle tracce del drago la cui scomparsa rischia di minacciare lo svolgimento del Torneo dei Rock Guerrieri, la leggendaria competizione di battle rock dove tutto è consentito. Aiutato dal vecchio rocker Liam Igghy e dall’ambigua Guardiana delle Foglie Verdi, Ben riuscirà a dipanare il mistero della scomparsa del drago, ma non senza correre rischi e pericoli. Ambientato nello stesso universo narrativo del romanzoDark Rock Chronicles, Il torneo dei rock guerrieri o il ritrovamento del drago esplora gli albori del mitico Torneo combattuto a colpi di strumenti musicali modificati.

Potete scaricarlo o leggerlo gratuitamente online su Issuu o sul blog dell'autore. Che altro dire?
Buona lettura!

B. 

venerdì 12 dicembre 2014

Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate

Buongiorno compulsivo a tutti,
ieri sera, in quel di Roma, la vostra Bookaholic ha partecipato alla proiezione stampa dell'atteso Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate, episodio conclusivo della trilogia cinematografica di Peter Jackson ispirata al romanzo Lo Hobbit di JRR Tolkien. Se siete curiosi di sapere cosa me ne è parso saltate direttamente a leggere la mia opinione sul film. Se non siete curiosi, perché siete su questo blog? Anyway...

Martin Freeman ci piace tanto, che sia medico o hobbit

La trama

Lo Hobbit: la Battaglia delle Cinque Armate porta a un'epica conclusione delle avventure di Bilbo Baggins, Thorin Scudodiquercia e la Compagnia di Nani. Dopo aver reclamato la loro patria dal drago Smaug, la compagnia ha involontariamente scatenato una forza letale nel mondo. Infuriato, Smaug abbatte la sua ira ardente e senza pietà alcuna su uomini inermi, donne e bambini di Pontelagolungo.
Ossessionato soprattutto dal recupero del suo tesoro, Thorin sacrifica l'amicizia e l'onore e mentre i frenetici tentativi di Bilbo di farlo ragionare si accumulano, finiscono per guidare lo Hobbit verso una scelta disperata e pericolosa. Ma ci sono anche pericoli maggori che incombono. Non visto, se non dal Mago Gandalf, il grande nemico Sauron ha mandato legioni di orchi in un attacco furtivo sulla Montagna Solitaria.
Mentre l'oscurità converge sul conflitto in escalation, le razze di Nani, Elfi e Uomini devono decidere se unirsi o essere distrutte. Bilbo si ritrova così a lottare per la sua vita e quella dei suoi amici nell'epica Battaglia delle Cinque Armate mentre il futuro della Terra di Mezzo è in bilico.

Il trailer ufficiale


La mia opinione sul film

Come sempre, una premessa: ho letto Lo Hobbit, ma sono passati anni e onestamente lo ricordo pochissimo, quindi la mia recensione non sarà tolkieniana ma cinematografica. Cinematograficamente parlando Un viaggio inaspettato è l'unico film di questa nuova trilogia di Jackson che sia riuscito a emozionarmi. Guardandolo ho sentito qualcosa, mi sono riconosciuta nella lotta di questo piccolo mezzo uomo per trovare la sua dimensione in un contesto nuovo e spaventoso. E poi c'era l'incontro con Gollum. 
La desolazione di Smaug non ha offerto molto tranne la dinamica Bilbo-Smaug, resa interessante - soprattutto nella versione originale - grazie anche all'affiatamento tra Martin Freeman e Benedict Cumberbatch, già colleghi in Sherlock. 
La battaglia delle cinque armate non è un film mediocre: si lascia guardare e non annoia, la messa in scena è sempre godibile e nel complesso le parti filler si armonizzano nella trama senza infastidire lo spettatore. Però non c'è stata una scena in particolare che mi abbia insegnato qualcosa o fatto provare qualcosa. Un paio di sequenze, addirittura, mi hanno fatto pensare what the fuck, come certe acrobazie di Legolas (Orlando Bloom) decisamente troppo videoludiche, o le scenette (di cui non si sentiva bisogno) con Alfred Leccasputo (...). 
Ho apprezzato - più di quanto mi aspettassi a onor del vero - la storyline di Tauriel (Evangeline Lilly). Sin dall'inizio non mi è piaciuta Tauriel, o meglio non mi è piaciuto come gli sceneggiatori abbiano buttato alle ortiche l'idea di inserire una guerriera (quindi un personaggio femminile che fosse un'eroina e non una damigella in difficoltà) semplicemente per creare una love story nel film. Tuttavia guardando l'evoluzione del rapporto tra Tauriel e Kili (Aidan Turner) in questo terzo episodio mi sono resa conto che il punto di vista attraverso cui si vive la love story sullo schermo è quello di Tauriel. Quindi non abbiamo una donna oggetto (elfa oggetto?) ma piuttosto un uomo oggetto (o nano oggetto?) e Tauriel e Kili si salvano più volte a vicenda: il loro rapporto quindi si muove su un piano di assoluta parità. 
Sempre a proposito di personaggi femminili, abbiamo un paio di scene in cui la Galadriel di Cate Blanchett dà il meglio di sé e usa i suoi poteri in modo davvero terrificante. Non dico altro, ma vedrete. 
Bravissimi Martin Freeman, Ian McKellen, Richard Armitage, Lee Pace e Luke Evans. Ho apprezzato in particolare come Armitage e Pace siano riusciti a interpretare dei personaggi né totalmente positivi né totalmente negativi: Thorin ha ceduto alla malattia dell'oro e Pace non ha saputo preferire la pace (perdonate il gioco di parole) alla guerra. In generale tutto il film è riuscito a far passare il concetto che il potere logora e non credo che sia stato fatto in modo accidentale. Tra l'altro, sono io che penso troppo o anche un'affermazione come "la casa non è l'oro" può essere interpretata come un cenno alla politica del mattone e quindi avere implicazioni interpretative che riportano all'economia politica? In fondo da sempre il fantasy è metafora della realtà. 
In conclusione, un film da vedere in cerca di significati nascosti e per apprezzare il lavoro dell'ottimo cast e la splendida messa in scena, ma che non offre momenti di pura emozione da portarsi dietro. 

E voi vedrete il film? Avete letto il libro? Che ne pensate?
Saluti compulsivi a tutti,
B. 


mercoledì 15 ottobre 2014

Di giornate grigie e Città senza eroi

Buon pomeriggio compulsivo a tutti,
è una Bookaholic grigia come questo giorno di ottobre a scrivervi. Un aggiornamento velocissimo: ancora impelagata con le letture in inglese - Fool's Assassin, The Whispering Skull e Shadow and Bone di Leigh Bardugo - vi segnalo un romanzo in italiano che ho già letto prima ancora della sua pubblicazione: sto parlando di Città senza eroi di Roberto Gerilli e Giacomo Bernini (Ute Libri).

Una premessa: non vi dico che me ne è parso perché conosco i due autori e al momento sto dando loro una mano a far conoscere questo lavoro. Lascerò che sia il libro a parlare riportandovi la sinossi ufficiale:

La cover di Claudia Cocci
Tra gli sterili confini delle Wasteland, le fatiscenti baracche della periferia e i futuristici grattacieli del centro, si intersecano le insidiose vicende di esseri umani ed esseri fantastici costretti a condividere le loro vane esistenze in una Città dilaniata dall’odio e dal razzismo.
Gli Uomini, favoriti dalla Legge, abusano della tecnologia per dominare gli altri esseri che, relegati nei bassifondi, sono marchiati come Inumani e perseguono, a loro volta, i più spregevoli scopi fomentando un clima di violenza e paura.
Armi, poteri extrasensoriali e ogni sorta di magia sono benvenuti e accettati laddove le speranze lasciano il posto alla più cupa rappresentanza della morte, perché in un luogo dominato dalle Leggi, sembra non esserci spazio per alcuna moralità. In questa polveriera sociale si sviluppano le vicende di molti personaggi, per altrettante storie, intrecciate in una trama eterogenea di volti, fatti, pensieri ed emozioni.
Città senza eroi è un intreccio di storie ma, soprattutto, una fusione di generi letterari: fantascienza, fantasy, thriller e pulp, in un condensato di azione e sarcasmo che coinvolge, diverte e appassiona. Una storia priva di stereotipi e priva di eroi.

E gli autori? Ecco chi sono:
Roberto Gerilli, nato ad Ancona nel 1980, laureato in Ingegneria Elettronica, vive da sempre a Falconara Marittima. Appassionato di letteratura, cinema e serie tv,  è membro dello staff di Speechless Magazine e Diario di Pensieri Persi. Ha pubblicato diversi  racconti in varie antologie cartacee e digitali.
Giacomo Bernini, nato a Venezia nel 1983, laureato in Ingegneria Informatica, oggi lavora a Falconara Marittima. È stato premiato in alcuni concorsi per racconti di genere fantastico. Nel 2013 ha vinto il concorso Chrysalide  Emozioni in Metamorfosi – sezione Urban Fantasy, indetto dalla Mondadori.

Se volete info ulteriori le potete trovare sul sito ufficiale: www.cittasenzaeroi.it. 
Detto questo, vi saluto e vado a leggere: se non finisco almeno la Bardugo e Stroud non potrò assecondare la voce interiore che mi istiga a leggere qualcosa di Neil Gaiman prima possibile.

Saluti compulsivi a tutti,
B. 

martedì 22 aprile 2014

NG Review 1: Blades of Magic

Buon pomeriggio compulsivo a tutti,
e buone semi-trascorse feste pasquali! 
E' una Bookaholic impegnata a riprendersi da eccessi cioccolatosi che vi scrive, una Bookaholic che nonostante tutto si è dedicata alle letture e ha terminato Memorie degli Euritmi - Caesar (di Fabrizio Cadili e Marina Lo Castro, edito Plesio). La lettura di Il secondo sesso della de Beuvoir è al momento in stand by: trattasi di cartaceo, quindi non ho voluto portarlo a casa della Book Mom, dove trascorro le vacanze. Ricordate che nello scorso post avevo chiesto qualche consiglio di lettura? Ebbene, ho appuntato tutto. Nel frattempo però mi sono dedicata a un altro libro: Blades of Magic di Terah Edun. 

Ho scoperto Blades of Magic tramite NetGalley, e ho ricevuto una copia digitale del romanzo in cambio di una recensione. Vi dirò quindi che me ne è parso. Anzitutto vi dico che Blades of Magic è il primo romanzo di una serie intitolata Crown Service Series. Il secondo libro, Blades of Illusion, è previsto per maggio 2014 in edizione digitale e cartacea. L'autrice è Terah Edun, che ha già una serie in corso, la Courtlight Series. Protagonista di Blades of Magic è Sara Fairchild, la cui vita è cambiata il giorno in cui, in seguito all'accusa di tradimento e alla morte del padre, lei e sua madre hanno perso tutto. La giovane Sara ha ereditato dal padre, comandante della guardia imperiale,  le straordinarie doti dei battle mage: abilissima guerriera, possiede dei poteri che le permettono di incrementare sensi e forza fisica. Questi doni hanno però un caro prezzo: in battaglia Sara rischia costantemente di entrare in modalità berserk e impazzire in una furia di sangue fino a perdere il contatto con se stessa. La ragazza vorrebbe soltanto potersi guadagnare da vivere combattendo, ma ciò non è possibile a causa dell'onta che macchia il nome di suo padre. A peggiorare la situazione, Sara non sa esattamente di cosa fu accusato suo padre: nel corso del romanzo cercherà di svelare il mistero che avvolge la sua morte insieme all'amico Ezekiel.

Ho trovato il romanzo una lettura scorrevole e piacevole nonostante alcune ingenuità da parte dell'autrice. Mi sarebbe piaciuto vedere in azione più personaggi perché a conti fatti Sara ed Ezekiel sono gli unici che abbiano qualche peso nella vicenda. Mi intriga anche la maga solare Nissa, che viene introdotta a narrazione già avanzata ma che sicuramente ha del potenziale per il prosieguo della serie. Non sono riuscita a empatizzare con Sara nei primi capitoli del libro, ma poco a poco sono riuscita a capire perché a volte si comportava in un certo modo. Mi piace il modo in cui la sua amicizia con Ezekiel è stata costruita, un rapporto in continua evoluzione e molto graduale. Mi chiedo che ruolo avrà Nissa. Sembra una nemica ma non ne sarei così sicura. Mi ha lasciato l'impressione di uno di quei personaggi che potrebbero cambiare allineamento o che comunque nascondono qualcosa e non sono "oscuri" come sembra. Ho apprezzato in particolare l'idea di mescolare dei nomi che suonano familiari - come Sara Fairchild per esempio - con altri - come Nissa - più altisonanti e fantastici. Dà quasi l'idea di un mondo che potrebbe avere dei legami con quello odierno, come accade nelle saghe di Terry Brooks. Consiglierei questo romanzo? Se siete in grado di affrontare una lettura in inglese sì. Io penso di leggere il secondo quando sarà disponibile.

Prossimamente leggerò altre novità estere che ho trovato su NetGalley: sono proprio curiosa di vedere se ho scelto bene i titoli da richiedere e spero di scoprire altri libri e autori da tenere d'occhio.
Saluti compulsivi a tutti,
B.


giovedì 27 marzo 2014

Best of del primo trimestre 2014


Chi mi conosce nella vita "vera" (ma qual è poi, la vera e quale no è un bel mistero) sa che sono iscritta a Goodreads (mi trovate qui), dove conduco un'agguerrita sfida con me stessa: la 2014 Reading Challenge. Mi sono sfidata (perché sono io l'unico nemico da abbattere) a leggere 100 libri. Secondo il contatore del sito sono in pari, cioè ho letto abbastanza da vincere la sfida continuando con questo ritmo. Ma non è di questo che voglio parlare (non sto scrivendo per vantarmi, please). Ho letto, dall'inizio dell'anno, una ventina di libri, e mi piacerebbe fare una sorta di best of, chiedendomi: quali sono i libri che, a distanza di un mese o poco più, mi hanno lasciato qualcosa?

Qui trovate la lista dei libri che ho letto fino a ora. Ci sarebbero da trarre considerazioni sconfortanti (tranne Il diario di Mr. Darcy dall'inizio dell'anno ho letto solo fantasy; devo ampliare i miei orizzonti) e confortanti (metà dei libri che ho letto era in inglese, very, very good). Ma quali di questi libri consiglierei più caldamente ad altri lettori? 

La saga degli Eroi dell'Olimpo, di Rick Riordan
(I protagonisti de Gli Eroi dell'Olimpo secondo la fan artist Viria)

Se non avete ancora letto questa meravigliosa pentalogia dall'autore di Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo, fatevi un favore e leggetela. E' la storia di un gruppo di sette semidei che deve impedire a Gea, madre dei Titani, di distruggere il mondo. Adoro pressoché tutto ciò che esce dalla penna di Riordan, autore non privo di difetti (trame a volte ripetitive, personaggi marginali non presentati a dovere) ma dai grandi pregi (ironia, autoironia, caratterizzazione ottima dei personaggi principali), ma Gli Eroi dell'Olimpo è di certo la sua serie migliore, molto più profonda e sentita delle Kane Chronicles e una versione 2.0 di PJO. Ben sette voci narranti per una storia corale che di buono ha un gruppo di protagonisti in cui il lettore può sentirsi a suo agio e in cui c'è molta diversificazione, un'esigenza che un lettore americano può avvertire più di uno europeo ma che resta cosa buona e giusta a prescindere. 

I titoli della saga, pubblicata in Italia da Mondadori e in US da Disney Hyperion:
- L'eroe perduto (2013)
- Il figlio di Nettuno (2013)
- The Mark of Athena 
- The House of Hades
- The Blood of Olympus

Dei cinque libri ho letto solo i primi quattro (gli ultimi due in inglese) perché l'ultimo è previsto per ottobre 2014 in US. Se siete lettori "lenti" o se non amate le full immersion nei mondi narrativi (io le adoro. Ci annego con tutte le scarpe), vi consiglio di iniziare adesso in modo da leggere i romanzi senza dover aspettare troppo tra un libro e l'altro. Mondadori è abbastanza veloce nella traduzione e pubblicazione, in media esce un nuovo di Riordan ogni 4-6 mesi. Mi aspetto che The Mark of Athena arrivi entro maggio per essere presentato al Salone del libro di Torino. Per quanto mi riguarda sto già fangirlando sul romanzo crossover promesso da Rick tra il mondo di Percy Jackson e quello dei fratelli Kane, di cui abbiamo avuto un teaser nel racconto Il figlio di Sobek, in cui Percy e Carter Kane si incontrano. Il racconto lo trovate nell'edizione italiana del secondo libro delle Kane Chronicles, Il trono di fuoco, oppure in inglese in edizione digitale. The Mark of Athena e The House of Hades sono i miei libri preferiti fino a questo momento. Non posso farci nulla, datemi un cliffhanger, datemi un plot twist e ci sguazzo. 

Angelize, di Aislinn

In genere mi capita di leggere autori italiani più per lavoro che per piacere. Invece Angelize l'ho letto per piacere personale. Il libro mi è capitato per caso tra le mani a Lucca, l'ho sfogliato e mi ha catturato. Però prima ancora ne avevo sentito parlare su Internet e avevo letto alcuni post sul blog dell'autrice in cui lei spiegava di essersi ispirata ad alcuni attori per caratterizzare fisicamente i suoi personaggi. Sintetizzando molto, Angelize parla di un gruppo di angeli caduti a Milano, ma non voglio dirvi di più. 
Quel che voglio dirvi, è che Angelize è un libro che mi ha commossa quasi alle lacrime e che, una volta finito, ho avuto bisogno di rileggere alcuni passaggi almeno un paio di volte. Non perché non fossero chiari; perché mi erano piaciuti troppo. Era parecchio che non mi capitava sotto mano un libro che mi invogliasse a rileggere qualche passaggio una volta arrivata all'ultima pagina. So che Fabbri pubblicherà un secondo volume, perché la storia narrata in Angelize non è che l'inizio, e spero che vedremo questo secondo libro - non so se al momento esista un titolo di lavorazione - per novembre 2014 a Lucca.

Prima di passare al prossimo "universo narrativo" che consiglierei, devo spendere due righe per fare un piccolo spoiler, esprimere un'opinione e fangirlare:

Devo assolutamente capire se tra Raphael e Haniel c'era effettivamente una love story. Detesto e allo stesso tempo adoro le narrazioni sul filo dell'ambiguità, quando fino all'ultimo non capisci se i sentimenti tra due personaggi sono platonici o no. Io non li ho interpretati platonicamente, ma sarà il tempo a darmi ragione o torto. 


The Raven Cycle, di Maggie Stiefvater

Lo dico subito, questa serie (The Raven Boys, The Dream Thieves) ha più difetti che pregi. La narrazione è confusa (non è un problema di traduzione perché ho letto il secondo libro in versione originale), il POV ballerino, molti aspetti erano spiegati in modo approssimativo. Eppure, vai a capire perché, è lascia il segno. Mi è capitato di ripensare alla storia e ai personaggi anche a fine lettura. Un po' forse perché la struttura dei personaggi mi ricordava i Malandrini di Hogwarts, un po' perché seguo la Stiefvater su Tumblr e spesso leggo le sue risposte alle domande dei fan... 

Non so, avete presente un guilty pleasure? Lo so che sotto molti aspetti è carente però m'è piaciuto. Lo dico con orgoglio. Non siate snob e leggetevelo :) 

Questi sono i libri/le serie che in qualche modo mi hanno coinvolta anche dopo aver voltato l'ultima pagina. Prendeteli come consigli se volete. Non ho speso molte parole a spiegare trame e personaggi perché per le trame ci sono le schede Goodreads e non credo che copiare le sinossi da Goodreads stimolando la pigrizia del lettore sia l'atteggiamento giusto per un blogger. Anche un poser blogger come me, perché i blog seri sono altri. 

Da brava lettrice compulsiva, vi saluto e... vado a leggere!
Alla prossima,

B. 

mercoledì 8 gennaio 2014

[Rubrica] Fictional Boyfriend 2: Nico di Angelo

Buon pomeriggio compulsivo a tutti,
e ben trovati al secondo appuntamento con la rubrica del Fictional Boyfriend, il primo del 2014! Lo dico subito, questo post potrebbe costarmi una denuncia perché il mio FB (Fictional Boyfriend) di gennaio è minorenne. Ma quando si ha la brutta abitudine di leggere romanzi per ragazzi capita questo e altro. E poi "tecnicamente" non è che sia proprio minorenne. A voler essere precisi è un quasi coetaneo di mia nonna. Sto parlando di un personaggio che ho conosciuto nei libri di Rick Riordan, autore delle serie Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo, Gli eroi dell'Olimpo e The Kane Chronicles. Sto parlando del semidio figlio di Ade, Nico di Angelo. 

Come suggerisce il suo nome, Nico è un ragazzo di origine italiana. Sua madre conobbe a Venezia il dio degli inferi Ade, con cui ebbe Bianca (sorella maggiore) e Nico. Il problema è che tutto ciò avvenne negli anni Trenta, sì avete capito bene, anni Trenta. Successivamente, Nico e la sua famiglia si trasferirono in America a causa dell'approssimarsi della Seconda Guerra Mondiale e lui e sua sorella trascorsero qualcosa come una settantina d'anni nel Lotus Casino di Las Vegas, un luogo idilliaco dove la percezione del tempo viene alterata. I poveri Bianca e Nico pensano di avervi trascorso appena un mese quando nel corso del terzo romanzo di Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo - La maledizione del titano - vengono "finalmente" librati e tornano alla vita di tutti i giorni (per quanto normale possa essere la vita di un semidio, certo) nel nostro presente. Inizialmente Nico (e con lui Bianca) ignora di essere figlio di Ade ma la verità verrà presto rivelata (a lui e a noi lettori). Quando compare per la prima volta nella serie, Nico ha dieci anni, ma attualmente, visto che tra un libro e l'altro della saga trascorre un anno, ne ha circa quattordici/quindici.

Si tratta di un personaggio che subisce molti cambiamenti, sia fisici che caratteriali. All'inizio è un ragazzino di dieci anni curioso e iperattivo, affetto - come tutti i semidei - da dislessia e disturbo dell'attenzione, particolarmente appassionato di carte da gioco Mitomagia (che ricordano molto da vicino le carte di Magic). Già nel quarto libro di Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo però - La battaglia del labirinto - Nico è diverso. Un evento traumatico - non dirò quale per non fare spoiler - lo rende più ombroso e diffidente e anche il suo aspetto fisico cambia. Inizialmente Nico ha la carnagione olivastra ma poiché vive prevalentemente negli Inferi diventa sempre più pallido e, beh, adotta un look dark/metal vincente. Con giubbotto da aviatore, jeans neri e maglietta nera con tanto di teschio. Immancabili la spada nera dello Stige e l'anello d'argento a forma di teschio appartenuto a suo padre Ade. Nico non è un emo, ma un po' dark sì. E ci piace anche per questo.

Ma non solo. Nico è misterioso. E' a metà strada tra tanti mondi. Quelli dei vivi e quello dei morti, quello dei semidei greci (Camp Half Blood) e dei semidei romani (Camp Jupiter) sa molte cose ma quelle più importanti sono quelle che nasconde. Io, seguendo il suo esempio, non ve le rivelerò. So che non gli faccio giustizia ma se spiegassi nel dettaglio cosa mi colpisce di lui rivelerei gravi spoiler per i lettori di Riordan. Posso solo dire che nella serie Gli eroi dell'Olimpo evolve nuovamente come personaggio, in modi inaspettati. In modi che getteranno nuova luce su tutta la sua storyline fino a questo momento, come se tutto fosse avvenuto per condurlo in un punto preciso. Nico è un personaggio complesso, che ne ha passate tante e la sua aria melanconica non è immotivata.

E', semplicemente, uno di quei personaggi che si capiscono solo dopo averci passato tanto tempo insieme tanto sono insondabili. Ma quando finalmente li conosci vorresti solo stringerli in un "abbraccio arruffapiume" (per dirla alla Paperino) e offrirgli un gelato. E questo post, metaforicamente, è il gelato che offro a Nico di Angelo.

sabato 24 agosto 2013

One 4 All da Lucca a... Lunatica!




  Cari e compulsivi lettori, sono tornata. 
Nei prossimi giorni scriverò un post sulla calda e delirante estate che ho passato, ma prima ancora posto un comunicato stampa sulla mostra One 4 All, che sarà a Lunatica in collaborazione con Lucca Comics & Games!  A parte questa bella novità, non mi sbottonerò più di tanto e non vi darò qualche indizio sulle letture estive. Vi do appuntamento quindi al prossimo post e intanto vi lascio al comunicato stampa.
Saluti compulsivi a tutti,
B.
Lunatica, fiera del Fantasy, è orgogliosa di presentare una selezione di opere dei più importanti artisti dell’Arte Fantasy Italiana e del panorama internazionale. Quattro talenti che hanno unito le forze per fondare un quartetto imbattibile.
One 4 All: uno per tutti, reinterpreta il mito del Dream Team, ovvero una miscela che amalgama amicizia, passione, esperienza e fantasia in un percorso creativo che evoca le emozioni  dell’intramontabile storia dei moschettieri di Alexandre Dumas.



I Moschettieri dell’Arte Fantasy Italiana
Lucio “Athos” Parillo
Paolo “d’Artagnan” Barbieri
Dani “Porthos” Orizio
Luca “Aramis” Zontini

Non si batte il classico!
Quando il Fantasy reinterpreta il mito del Dream Team. 

One4All è un progetto di: Emanuele Vietina
con Paolo Barbieri, Dany Orizio, Lucio Parrillo e Luca Zontini.

Co-Direzione Artistica: Cosimo Lorenzo Pancini
Consulenza: Antonio Rama e Francesco Bonturi
Supervisione: Silvia Bernardi e Andrea Parrella


Volume a cura di ImagineFX
Supervisione: Massimo Cranchi
Progetto grafico: Sonia Balassone
Sviluppo: Elisabetta Albini e Bice Recchimurzo
Stampa: Tipografia Francesconi srl




Parillo, Barbieri, Orizio e Zontini negli ultimi anni hanno animato l’Area Performance nel padiglione Lucca Games; esposizioni ed estemporanee, incrociando i pennelli… One 4 All.
Il progetto nasce da un’idea di Emanuele Vietina, manager del Lucca Games, che ha voluto fortemente unire i quattro talenti internazionali per formare un team tutto italiano, valorizzando il talento nostrano e il genere Fantasy.
Sposando il motto dei moschettieri e ritrovandosi uniti per la prima volta proprio nel Games di Lucca, il quartetto ha avviato il progetto grafico, diventato poi anche un artbook da collezione, curato da Image FX.

Ognuno dei quattro artisti ha interpretato in chiave fantastica una particolare scena del classico di Dumas, utilizzando sia tecniche tradizionali che concedendosi alle ultime tecnologie digitali. Nascono così vere e proprie opere d’arte, come il dipinto di Parillo che rievoca l’Assedio de la Rochelle, o da tenebrosa “notte buia e tempestosa” di Barbieri.

I Moschettieri

Lucio Parrillo (www.lucioparrillo.com)  è uno dei più apprezzati illustratori Italiani all’estero, negli ultimi dieci anni ha realizzato numerose copertine per le maggiori case editrici europee e americane di video games, fumetti, libri fantasy e giochi di ruolo tra cui: Wizards of the Coast (Magic, Dungeons & Dragons, Forgotten Realms), Warcraft TCG, Marvel Comics (Hulk, Fantastici 4, Doctor Strange, Dead Pool, Conan il Barbaro, ecc.), Panini Comics e Radical Comics al fianco del noto scrittore e regista Steve Niles (30 Days of night) con cui ha realizzato recentemente una storia di Hulk. Non si contano le copertine per Red Sonja, Galactica, Super Powers…  A gennaio uscirà Aurora – Sleeping Beauty opera condivisa con la scrittrice Barbara Baraldi.
La sua passione per il surf lo porta da anni a viaggiare per il mondo a caccia di onde da cavalcare con la sua tavola da surf nel tempo libero. Trascorre i mesi invernali tra l’Indonesia (Bali) dove vive in una piccola casetta di legno nella cittadina di Kuta sull’oceano Indiano (tra le scogliere di Huluwatu e la jungla indonesiana), ed è proprio da questi meravigliosi paesaggi che trae ispirazione per i suoi dipinti. Spesso lo si può incontrare anche nei più rinomati spot surfistici californiani, tra Malibu e Pacific Beach o al pontile di Ocean Side. Proprio qui ha realizzato i suoi ultimi lavori per la casa delle idee, infatti San Diego è la sua città d’elezione, dopo Firenze… culla dell’arte e della cultura, dove trascorre la maggior parte dell’anno, svolgendo la sua attività di illustratore freelance.


Paolo Barbieri lavora da più di quindici anni per il mercato editoriale italiano ed estero. Ha collaborato con le più importanti case editrici, realizzando copertine per centinaia di scrittori: Michael Crichton, Clive Clusser, Desmond Bagley, Ursula L. Guin, George R. R. Martin, Cornelia Funke, Umberto Eco, Sergej Luk’Janenko,Lian Hearn, Bernard Cornwell, Wilbur Smith, Marion Zimmer Bradley, Herbie Brennan, Francesco Dimitri, Cassandra Clare, Giovanni Del Ponte, e tanti altri. Ha al suo attivo tutte le copertine di Licia Troisi (edizioni Mondadori), le copertine delle due serie del fumetto del Mondo Emerso (edito da Panini Comics), i due libri illustrati sul Mondo Emerso (Creature del mondo Emerso -2008, Guerre del Mondo Emerso-Guerrieri e Creature -2010 - Mondadori) e il manifesto per il Mantova Comics 2009.
Nel 2011 è stato inoltre Artist Guest of Honor di Lucca Comics & Games, la più grande convention dedicata al fumetto e all’arte fantasy presente in Italia, con una mostra antologica che l'ha visto protagonista nelle splendide sale del Palazzo Ducale della città. Sempre nel 2011 vede la luce Favole degli Dei (Mondadori), in cui Barbieri ha realizzato testi e illustrazioni,  reinterpretando secondo uno stile onirico, sensuale  e moderno gli affascinanti personaggi della mitologia greca.
Il 2012 è l’anno de L’Inferno di Dante illustrato da Paolo Barbieri (Mondadori),  una sfida in cui l’autore-illustratore si è confrontato con il sommo poeta, e con la sua opera per eccellenza. Nel 2013 vedrà la luce il nuovo libro illustrato di Barbieri,  ovvero l’Apocalisse, il libro più immaginifico della Bibbia, l'ultimo delle Sacre Scritture, celebre per i suoi simboli inquietanti, le sue profezie sulla fine dei tempi e i suoi potenti personaggi.
Alcune opere di Barbieri sono state selezionate dalla prestigiosa rivista Spectrum, una vera e propria bibbia mondiale per gli amanti dell’arte fantastca (Spectrum 17, Spectrum 19 e Spectrum 20).



Luca Zontini nasce nel 1966. Vive e lavora a Parma. Diplomatosi all’Istituto d’Arte di Parma nel 1985, comincia a lavorare in ambito pubblicitario per approdare a quello editoriale e del gioco di ruolo. A partire dal 1991 realizza prestigiose collaborazioni con le edizioni Panini, Granata Press, Hobby&Work (“Mutant Chronicles”, “Warhammer”, copertine delle serie “Miti e Leggende”, “Trider G7”, “Brividi e Paura”), Nexus, disegna copertine per la rivista “Kaos” e serie di illustrazioni e copertine per la “Target Games” e la “Twenty Five Edition”. Dal 1999 collabora con la WIZARDS OF THE COAST, produttrice del gioco “Magic the Gathering” per il quale esegue numerose illustrazioni. Attualmente collabora con la BLIZZARD ENTERTAINMENT per la quale esegue illustrazioni per il Trading card game di WORLD OF WARCRAFT.
E’ docente d’illustrazione alla Scuola Internazionale di Comics di Reggio Emilia.



Dany Orizio disegna ancor prima di saper parlare. Da sempre vive di fantasia che nasce da basi terrene e lo porta verso mondi surreali,adora le difformità che esulano dal consueto.Comincia da ragazzo con i graffiti, dei quali porta ancora forme,segno e ricerca di stile per poi approdare all'illustrazione.
Dopo gli studi artistici durante l'Accademia di Brera ('94), riesce a trasformare la sua passione in una professione. Dapprima nello Studio Horley-Parente con i giochi di ruolo (WarHammer 40000, Mutant Chronicles, Steampunk, Dune, Shadowrun, Chronopia), per poi partire con il percorso freelance con copertine di Kaos,Hobby& Work:VHS dell'Uomo Tigre, TriderG7, Miti e leggende, Brividi e Paura, lavori su Belio Mag, fumetti x Frank Frazetta Fantasy Illustrated e Heavy Metal, Soleil. Poi verso il mondo dei videogiochi, copertine di PSmania2.0, PlayMag U.S.A, RoketMag,e anche le carte di Magic, HarryPotter e World of Warcraft. Dal 2000 firma le copertine speciali dei Piccoli Brividi, la serie Super brividi, Dark Magic e romanzi fantasy per ragazzi.Con Disney colora graphic-novels de: La famiglia Robinson, storie di Ratatooille, Mad Sonja. Nel 2007 con Saiwa crea la mascotte di promozione Cipster e la Limited Edition delle Fonzies. Nel 2009 esce un'intervista sul Fantasy Magazine Cinese e crea la linea di T-shirt FreakArolla by Pixel. É uno dei Moschettieri dell’arte Fantasy Italiana per LuccaC&G e raccoglie le sue opere in One 4All edito da ImagineFX. Tutte queste esperienze nel 2012 convogliano nel suo art book Kustom LolitaZ by Trinquétte dove rivede a modo suo il concetto di “Donne e Motori” in un futuro/ retrò.A Marzo 2013 entra nella lista degli illustratori di Spectrum n.20,prestigiosa raccolta mondiale e Giugno 2013 è l'artista del mese del sito Grumpy-ninja.
Intento a divulgare la sua irrefrenabile passione per questi fantastici mondi,da 4 anni Insegna Illustrazione e fumetto alla Scuola internazionale di Comics(BS).

 

Vi diamo appuntamento a Lunatica, con una ricchissima selezione dei lavori che potrà essere ammirata il 7 e l’8 settembre in occasione della quarta edizione della fiera del Fantasy, presso le Manifattura Knos a Lecce (via Vecchia Frigole, 34).


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