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domenica 15 marzo 2015

Terry and the Death

Buon pomeriggio compulsivo a tutti,
ci sono domeniche in cui bisognerebbe approfittare del tempo libero per portarsi avanti con progetti che rischiano di arenarsi e si finisce invece per scrivere di Terry Pratchett, del Terry Pratchett del Mondo Disco, del Terry Pratchett che non c'è più


Il mio primo incontro con lui risale a eoni fa, quando la collana I miti junior Mondadori propose un suo romanzo, Il popolo del tappeto, tuttora nella mia libreria. C'è una frase che mi colpì molto nella nota al romanzo scritta dallo stesso Pratchett e che, reduce da un trasloco, vi riassumo perché non ho la copia con me: quando ho scritto questa storia ero giovane e pensavo che il fantasy dovesse parlare di maghi e re. Ora mi rendo conto che dovrebbe parlare di come evitare maghi e re. La frase rimase lì, in un cassetto della mente, ma non ne capii appieno il senso. Ora, ad anni di distanza, penso finalmente di aver capito. E mi accorgo che considerare Terry Pratchett come un autore "di fantasy" o un autore "per ragazzi" - con tutto lo spregio snobistico che questa definizione si porta dietro in certi ambienti - è riduttivo. Perché Terry Pratchett non scrive solo di un mondo a forma di disco sorretto da quattro elefanti sul dorso di una tartaruga che vaga nello spazio, ma parla di un mondo in cui la magia esiste, la Morte ha una sua fisionomia e tutto esprime in realtà qualcos'altro. 

Supporto la letteratura fantastica come escapismo, ma supporto la letteratura fantastica anche come specchio del reale e strumento per incidere sul reale. Questo Pratchett ha saputo farlo lo ha fatto con classe e sense of humor. Vi lascio con un'illustrazione dedicata a Pratchett - che, vi ricordo, era malato di Alzheimer da anni - da Chris Riddle (originariamente postata qui). 

Terry e la morte 

sabato 5 marzo 2011

L'arte della lettura NON compulsiva

Salve a tutti, sono una lettrice compulsiva, o forse una lettrice compulsiva guarita.

Chiariamoci, non ho smesso di leggere. Non ora né mai. La mia passione per l'acquisto compulsivo di quell'oggetto in carta chiamato libro pare però essersi sopita. L'ultimo che ho comprato risale a prima di Natale, quindi da quando è iniziato il 2011 nessun nuovo libro è entrato a far parte della mia libreria.

Specifico che questo non vale per i romanzi in formato e-book, l'ultimo dei quali è Ragazze Lupo. E molti altri che ho deciso di non inserire in aNobii fino al momento in cui inizierò a leggerli, se no la libreria mi straripa.

L'EBR non significa che io abbia abbandonato la carta: dopo Ragazze Lupo è arrivato il turno di L'arte della magia di Terry Pratchett (Tea), che avevo da parecchio. L'ho quasi finito e anche se non credo Pratchett diventerà il mio autore preferito questo romanzo mi è piaciuto. Non ho letto molto della saga del Mondo Disco, ma mi è sembrata originale e ben scritta. Ciò che la contraddistingue non è però il tanto decantato sense of humor di Pratchett, che pure c'è, ma le riflessioni profonde che lui riesce a inserire in libri fantasy in apparenza leggeri, che forse proprio grazie alla loro leggerezza ben si prestano a quella forma di saggezza a cui solo chi non si prende troppo sul serio sembra avere accesso.

Ho parecchi altri libri di Pratchett in attesa in libreria, ma per il momento penso di dedicarmi ad altro perché non vorrei fare un minestrone di Mondo Disco e arrivare a non distinguere più i libri l'uno dall'altro.

Non ho ovviamente ancora deciso cosa leggere terminata L'arte della magia. Il problema è che alcuni libri che mi ispirano molto sono troppo lunghi perché io riesca a leggerli in questo periodo. Avrei bisogno di qualcosa di light. Ce la farò?

In ogni caso, saluti compulsivi a tutti, buon fine settimana e buon Carnevale!