giovedì 17 settembre 2015

Inside Out: la recensione di Bookaholic

Buon pomeriggio compulsivo a tutti,
è una Bookaholic che finge di non esser tale a scrivervi, che digita con pazienza dando l’impressione di fare altro nel cuore del lato oscuro della Forza. Con abile mossa nerdosa, oltre a dedicarmi ai miei amati libri, nei giorni scorsi ho preso parte alla proiezione stampa milanese di un film Disney Pixar che aspettavo da mesi e di cui mi accingo a raccontarvi la mia opinione: Inside Out.

Da sinistra: Paura, Tristezza, Gioia, Disgusto, Rabbia

Trama
Il Centro di controllo della mente di Riley, una ragazzina di 11 anni, è localizzato nel Quartier Generale, dove cinque Emozioni sono al lavoro, guidate dalla simpatica e ottimista Gioia, la cui missione è di garantire la felicità di Riley. Le altre Emozioni comprendono Paura che garantisce alla ragazza la sicurezza necessaria, Rabbia che assicura il senso di equità e giustizia e Disgusto che impedisce a Riley di avvelenarsi sia fisicamente che socialmente. Tristezza non sa bene quale sia il suo ruolo come del resto non è chiaro neanche agli altri. 
Quando Riley si trasferisce con la sua famiglia in una nuova metropoli, le Emozioni dentro di lei si mettono subito al lavoro, desiderose di guidarla attraverso la difficile transizione. Tuttavia, Gioia e Tristezza vengono relegate in un angolo remoto della sua mente, lasciando spazio a Paura, Rabbia e Disgusto. Gioia e Tristezza si avventurano in luoghi sconosciuti fra cui la Memoria a Lungo Termine, Immagilandia, il Pensiero Astratto e la Cineproduzione, nel disperato tentativo di tornare al Quartier Generale e da Riley.
Diretto dal regista premio Oscar® Pete Docter (Monsters & Co., Up), prodotto da Jonas Rivera, p.g.a (Up), co-diretto da Ronnie Del Carmen (Up), il film Disney•Pixar Inside Out presenta la colonna sonora originale di Michael Giacchino (Gli Incredibili, Ratatouille, Up) e uscirà al cinema il 16 settembre 2015.

Il trailer

La mia opinione sul film
Partiamo dalle emozioni: Gioia, Tristezza, Disgusto, Paura e Rabbia. Sono cinque e sono fondamentali. Ma cosa accade quando Gioia e Tristezza sono risucchiate via dalla centrale operativa del cervello dell’undicenne Riley? È quel che scopriamo in Inside Out, una storia bella, che ci spiega senza essere didascalica come funzioniamo e cosa succede dentro di noi quando, per un motivo qualsiasi, le cose non vanno come vorremmo. Bello? Bello. L'animazione Disney Pixar, come sempre, si apprezza, non è difficile empatizzare con le emozioni e il viaggio dentro la testa di Riley è onirico al punto giusto, senza mai scivolare nel nonsense fine a se stesso. 
Delle varie emozioni presentate dal film Tristezza è di sicuro la mia preferita. Non la tristezza, proprio la tonda e bluastra Tristezza con la T maiuscola. Facile rivedersi in lei, e poi il suo character design è pazzesco, è così coccolosa che vorresti solo abbracciarla. (Sì, Tristezza, ti sei guadagnata una fan). 
Vi consiglio questo film? Decisamente sì.

Saluti compulsivi a tutti,
B. 

martedì 15 settembre 2015

We are your friends - la recensione

Buon pomeriggio compulsivo a tutti, 
è una Bookaholic cinefila a scrivervi quest'oggi, con un post dedicato a un'uscita targata Notorius Pictures che gli amanti di High School Musical non possono proprio perdere: We Are Your Friends, nientemeno che con... Zac Efron.

La trama

Cole, un giovane DJ, fa la conoscenza del più esperto e famoso collega James, e trova in lui una guida capace di dare una svolta alla sua carriera finora deludente. Contemporaneamente Cole si innamora di Sophie, l’affascinante e misteriosa fidanzata di James...
Zac Efron torna sul grande schermo in un film che vi trascinerà a ritmo di musica!

Il trailer


La mia opinione sul film

Da dove iniziare? Premetto che, pur avendo l'età giusta (in realtà ero un pochino più grande ma... shhhh), non sono mai stata presa dal vortice High School Musical & Zanessa. Anzi, se penso a Zac rido come una matta ricordando questo video
Possiamo far finta che We Are Your Friends abbia un senso, che voglia essere una storia di formazione personale e allo stesso tempo generazionale, che parli dell'abuso di sostanze e dell'inseguire i propri sogni. Ma la verità è che questo film ha senso solo per chi è cresciuto con il mito di Zac Efron e va matto (ma veramente matto) per la musica elettronica (e qui premetto che non sono sicura "elettronica" sia il termine migliore, ma non so dire se nello specifico si tratti di house, dance, techno o altro). Vi consiglio di vederlo? Secondo me potete perderlo tranquillamente, a meno che siate ex adolescenti repressi che, non essendo mai stati a una serata in discoteca, vorrebbero tornare ai più lieti giorni e impasticcarsi a Las Vegas con una come Emily Ratajkowski. Se volete ascoltare la colonna sonora la trovate qua

Il film è al cinema dal 17 settembre. 

mercoledì 19 agosto 2015

Di vite reali e immaginate

Buonasera compulsiva a tutti,
è una Bookaholic che non è più Bookaholic a scrivervi. In questi ultimi mesi sono stata impegnata con una nuova serie tv dalla trama davvero deludente, chiamata Vita Reale. Nel tempo libero ho comunque lasciato la mente a briglia sciolta, dedicandomi ai miei amati libri e alle mie amate serie tv. Curiosi di un riassunto breve e non esaustivo della mia estate? Procediamo.



Le serie tv che ho visto
- Torchwood. Non male ma nel complesso sopravvalutato. Quarta stagione particolarmente invedibile.
- Person of Interest. Sempre bello. Ho shippato Show e Root da subito e la canonizzazione mi ha resa molto felice. Nonostante ciò che è accaduto subito dopo. (Odio tutti). 
- Mentalist. Ok, non farò spoiler sul finale. Serie nel complesso gradevole ma davvero anticlimatica. Sceneggiatori, che vi è successo?
- Hannibal. Perché non ho visto prima questa serie? Come tutti shippo Hannigram. Ho persino una sorta di battuta preferita, che non cito a memoria ma suona più o meno così: "Non posso avere una storia con te perché sei instabile". Ti capisco Alana Bloom, ti capisco. 

I libri che ho letto
- Muoio dalla voglia di conoscerti (Aidan Chambers, Rizzoli). Avevo grandi aspettative, ma le ha deluse.
- Città di carta (John Green, Rizzoli). La trama mi ha preso, ma continuo a considerare John Green Molto Molto Irritante.
- Fool's Quest (Robin Hobb, Random House). Fitz, come sempre sei un idiota. Ama Beloved e vivete felici e lasciate in pace noi lettori.
- The Waste Land (TS Eliot). Molto suggestivo. L'ho letto come una lettrice di fantasy, quindi in modo indegno, fuorviante e parziale.
- Il lago (Banana Yoshimoto, Feltrinelli). Un gradito ritorno alla Banana, ma non uno dei suoi scritti migliori. 

Film, visto che non sono una cinefila, non ne ho visti. Sono uscite (o stanno per uscire) un paio di mie recensioni su Fantasy Magazine e Diario di Pensieri Persi. Di Ant-Man (buon entertainment), dei Minions (che non amo ma il film non era male) e di Quando c'era Marnie (non il miglior Studio Ghibli ma uno dei quei film che ti commuovono anche se non vuoi). 

Detto questo, le poche energie rimastemi mi abbandonano. Fra freddo nello scriptorium, il pollice mi duole. Stat rosa pristina nomina, nominae nuda tenemus. No stavo scherzando, e probabilmente c'è persino qualche errore. Dieci punti a chi indovina da dove viene.
Saluti compulsivi a tutti,
B.