martedì 18 novembre 2014

Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte 1

Buongiorno compulsivo a tutti,
è una Bookaholic assonnata a scrivervi, reduce dalla proiezione stampa in anteprima di un film atteso da molti, Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte 1, terzo adattamento cinematografico a cura di Universal Pictures dalla saga di Hunger Games di Suzanne Collins. Prima di procedere con la mia opinione sul film, vediamo trama e trailer...


Katniss Everdeen, la ribelle meglio vestita di Panem

La trama

Il fenomeno mondiale di Hunger Games torna ad illuminare l'oscurità con Hunger Games: Il Canto della Rivolta - Parte 1. Katniss Everdeen (Jennifer Lawrence) si trova ora nel Distretto 13 dopo aver annientato i giochi per sempre.
Sotto la guida della Presidente Coin (Julianne Moore) e i consigli dei suoi fidati amici, Katniss spiega le sue ali in una battaglia per salvare Peeta (Josh Hutcherson) e un intero Paese incoraggiato dalla sua forza.
Hunger Games: Il Canto della Rivolta - Parte 1, è diretto da Francis Lawrence per la sceneggiatura di Danny Strong e Peter Craig, e prodotto dalla Color Force di Nina Jacobson con il produttore Jon Kilik. 
Il libro da cui il film è tratto è il terzo della trilogia scritta da Suzanne Collins, stampata in più di 65 milioni di copie solo in U.S.

Il trailer ufficiale


La mia opinione sul film

Partiamo da una premessa: non sono una fan della saga di Suzanne Collins. Non ho letto Hunger Games, ho letto La ragazza di fuoco, ho iniziato Il canto della rivolta ma mi sono fermata alle prime ottanta pagine. Detto questo, i film Hunger Games e Hunger Games: La ragazza di fuoco mi sono piaciuti, hanno saputo aggiungere un tocco di personalità a Capitol City e hanno avuto un buon casting, a cominciare da Jennifer Lawrence ma non solo. 
Questa premessa mi sembra doverosa per spiegarvi il mio punto di vista su questa Parte 1, che cinematograficamente parlando non mi è dispiaciuta. No, il problema è nella trama, ma è un problema di fondo di fronte a cui la sceneggiatura non può fare miracoli. Da una parte va considerato che il successo di Hunger Games si basa sulle dinamiche all'interno dell'arena e dopo due libri in cui Katniss partecipava ai giochi era ipotizzabile un calo di tensione nel terzo volume, quando riproporre l'arena e i giochi sarebbe stato fuori luogo oltre che ripetitivo. Inoltre, questo adattamento non si riferisce neppure a Il canto della rivolta per intero, perché se avevano diviso in due Harry Potter e i doni della morte e Breaking Dawn che facciamo, questo non lo dividiamo? No, certo, chi se ne frega se poi non succede nulla e il tutto si potrebbe riassumere in un paio di scene emozionanti in un film della durata di due ore. 


Nella clip "Se noi bruciamo voi bruciate con noi" - che dura un minuto, sottolineiamolo - c'è tutto ciò che di emozionante c'è nel film. Il resto sembra inserito per due scopi: mostrare la bravura di Jennifer Lawrence e del cast (di cui ho particolarmente apprezzato Natalie Dormer e Josh Hutcherson, che compare poco ma convince tanto) e mostrare che, in fondo, i ribelli del Distretto 13 non sono poi così diversi da Capitol City. La presidente Coin (Julianne Moore) è un perfetto alter ego del presidente Snow (Donald Sutherland), di cui può non condividere i fini ma di certo condivide i mezzi. Sembra che le speranze per una vera libertà a Panem siano molto basse, e che l'alternativa all'oppressione consumistica di Capitol City sia l'oppressione generalizzata del Distretto 13.

Gale ovvero Liam Hemsworth, il ribelle meglio attrezzato di Panem

Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte 1 non è di sicuro il film più riuscito del franchise di Hunger Games. Il cast, la buona regia (di Francis Lawrence) e la colonna sonora (potete ascoltare qui Ladder Song di Lorde) non possono nulla di fronte alle debolezze della trama del romanzo della Collins. Come ho scritto sopra, non ho mai finito di leggere Il canto della rivolta e non so cosa aspettarmi dalla Parte 2. Posso solo dire che spero sia più ricca di azione e in grado di emozionare e concludere degnamente una saga cinematografica che ci ha tenuto una gradevole compagnia per anni.
Ora, visto che sono una fangirl, vi lascio al poster di Finnick Odair (interpretato da Sam Claflin). Per quale motivo? Restando in gergo fangirlico because of reasons

Sam Claflin aka Finnick Odair, because of reasons


Bye Bye compulsivo a tutti,
B.




2 commenti:

MagicamenteMe ha detto...

secondo me non valeva la pena di dividerlo in due parti
certo la casa di produzione ha fatto i suoi conti

Pia Ferrara ha detto...

Concordo, non c'era alcuna ragione effettiva in termini di storia, è palese che è solo per prolungare il fenomeno e raddoppiare il guadagno!