mercoledì 3 dicembre 2014

Letture d'autunno: Magisterium, Jane la bruttina, Divergent, Haruhi Suzumiya

Buongiorno compulsivo a tutti,
è una Bookaholic che presto si lascerà prendere dalla frenesia dello shopping natalizio a scrivervi. Prima di dedicare un post al best (and worst) of del mio 2014 librario, un breve aggiornamento sulle ultime letture. 

Callum nella cover di Magisterium
Su consiglio di un'amica, ho letto L'anno di ferro, primo volume della serie Magisterium di cui sono co-autrici Cassandra Clare e Holly Black. Della prima ho letto (e più o meno apprezzato) tutto, della seconda nulla (ma mi riprometto di recuperare il prossimo anno). Di cosa parla questo libro? Di un ragazzino di nome Callum Hunt che frequenta una scuola di magia insieme agli amici Aaron e Tamara. Vi ricorda qualcosa? Se la risposta è "sì" non abbiate paura a dirlo perché ricordava qualcosa anche a me. E però devo dirvi che è un'impressione proprio sbagliata. Non posso rivelarvi ulteriori dettagli che comprometterebbero il godimento del libro da parte vostra, ma vi assicuro che nella vita, come in questa storia, è tutta una questione di punti di vista, che le cose non sono come sembrano e Magisterium vi stupirà. L'unico mio rimpianto è aver letto il libro prima di scoprire che si tratta di una pentalogia e che quindi non saprò come finisce per Callum, Aaron e Tamara per almeno altri cinque anni. Vorrei aggiungere che il trio di protagonisti annovera un personaggio con una disabilità fisica (Callum, che ha una gamba zoppa) e un personaggio di colore (Tamara). In caso vi fosse sfuggito, questo blog supporta l'iniziativa We Need Diverse Books, che ha lo scopo di promuovere la rappresentazione nella letteratura soprattutto per ragazzi di diversità di vario genere. Trovo più che giusto inserire in un libro personaggi di background etnico e culturale diverso nonché personaggi di orientamento non eterosessuale o con disabilità fisiche. Soprattutto nei libri diretti ai più giovani. Per info: weneeddiversebooks.tumblr.com/.

Jane la bruttina mi ricorda Ugly Betty

Ma passiamo oltre. In questo periodo leggo spesso M.C. Beaton: dopo Agatha Raisin non mi sono lasciata sfuggire Jane la bruttina, secondo volume della serie A house for the season. Ho anche il primo, ma ho letto prima questo perché inesplicabilmente è stato tradotto come primo in Italia. La serie ha in sé qualcosa di geniale: immaginate Downton Abbey, le storie dei nobili da una parte e quelle della servitù dall'altra. Immaginate il sense of humor tipicamente british e un tocco di omicidio in puro stile Agatha Christie. Aggiungete anche un tocco di Jane Austen e il gioco è fatto. Il meglio della letteratura inglese di genere e non si amalgama in questa serie che strilla "leggimi, leggimi". Il romanzo è breve e scorrevole e ve lo consiglio per quando non sapete cosa leggere o comunque non vi va di leggere. Perché non mancherà di divertirvi e rasserenarvi. Su M.C. Beaton si può sempre contare. 

Tris e Quattro di Divergent

E veniamo a Divergent. Ho sentimenti contrastanti su questo libro e credo dipendano dal gran parlare che se ne è fatto in rete ben prima che lo leggessi. Ne ho sentito parlare benissimo e malissimo e ho cercato di non farmi influenzare da opinioni altrui nel corso della lettura. Tuttavia, non è stato possibile non lasciarsi influenzare dal film, che ho visto e recensito per Fantasy Magazine mesi fa. Il film mi era piaciuto e anche il libro mi è piaciucchiato. Non l'ho trovato esaltante né un capolavoro, non sono una fan delle distopie e ho un odio per i romanzi narrati in prima persona al presente. Però nel complesso l'idea delle fazioni e del conflitto individuo/società e predisposizione innata/scelta razionale non mi ha fatto storcere il naso. Ho apprezzato che il focus della vicenda fosse il percorso di Tris, la sua personale lotta alle paure e alle debolezze, più che sulla love story tra Tris e Quattro (che onestamente mi ha lasciato poco o nulla, anche se a molti so che sono piaciuti). Lo consiglierei? Senza dubbio Veronica Roth scrive in modo scorrevole e il libro si legge in un paio di giorni. Però non mi ha lasciato poi questa gran voglia di procedere e vedere come si evolve la storia. Credo che aspetterò Insurgent al cinema. Ah e ho fatto il test per scoprire a quale fazione apparterrei: la prima volta, mesi fa, sono risultata un'Erudita, la seconda, più di recente, un'Intrepida. Ma io mi vedrei bene come Erudita a leggere tutto il giorno, che dite? In fondo Pottermore mi ha smistata in Corvonero...

Vi presento Haruhi. E' una dea


Da ultimo mi sono dedicata a una lettura consigliatami da un'amica (sì, ho molti amici, e spesso mi consigliano cose): La malinconia di Haruhi Suzumiya. Si tratta del primo volume di una serie di light novel giapponesi da cui è stata tratta una serie di manga e anime. Ho iniziato dal libro perché è venuto per primo, ma non escluso di approfondire con il resto. Haruhi Suzumiya è una normale adolescente, e sarebbe davvero tutto normale se solo non fosse una divinità dalla cui volontà è stato emanato tutto il creato. Ora Haruhi, ignara dei suoi poteri, frequenta le scuole superiori e fonda uno strambo club dove vengono riuniti una serie di personaggi ancora più strani di lei: una lettrice compulsiva (mi ricorda qualcuno... cough, cough) che in realtà è un robot, una procace studentessa del secondo anno che si rivela una viaggiatrice nel tempo e un misterioso studente trasferitosi ad anno scolastico iniziato che è dotato di poteri paranormali. E tra loro l'ignaro essere umano Kyon, che è la voce narrante della vicenda. Kyon è l'unico umano che Haruhi vuole avere intorno e nessuno capisce cosa abbia di speciale, men che meno lo stesso Kyon, che decide di mettercela tutta per mantenere Haruhi serena e impedirle di cancellare inavvertitamente la realtà in seguito a uno sbalzo d'umore.

Riporto la mia mini recensione su Goodreads: Non saprei onestamente quante stelline dare al libro. Stilisticamente mi è sembrato sciatto, anche se potrebbe dipendere dalla traduzione. La storia in sé è molto mangosa - e non è necessariamente un difetto. La caratterizzazione dei personaggi è piuttosto manierista ed è sconcertante in che modo quasi naturale vengano presentate quelle che sono vere e proprie molestie sessuali a opera di Haruhi ai danni di Asahina. Ma ancora più sconcertante è che nonostante tutti questi evidenti difetti il libro si lasci leggere tutto sommato volentieri, anzi direi che è l'ideale per quando non si ha molta voglia di leggere, perché i capitoli sono così brevi che ci vuole davvero poco a leggere il libro. E l'idea di base è buona. Insomma, sentimenti abbastanza contrastanti.

E le vostre sfide annuali come procedono?
Saluti e letture compulsive a tutti,

B. 

2 commenti:

Incantatore ha detto...

Letto Insurgent, ma non ho voglia di proseguire con Allegiant...

Pia Ferrara ha detto...

Ti capisco =_=
Meno male che stanno uscendo i film... (mi fa strano dirlo)