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martedì 20 gennaio 2015

[Serie Tv] My Mad Fat Diary

Buongiorno compulsivo a tutti,
è una Bookaholic in netto calo (sotto ogni punto di vista) a scrivervi. La bulimia letteraria imperversa, e dato che le letture sono impossibili in queste condizioni, mi sono consolata con le care vecchie serie Tv. Convinta da questo gifset, ho deciso di iniziare My Mad Fat Diary.
Da sinistra: Archie, Rae, Chloe, Finn, Izzy e Chop 

Tratta dal romanzo autobiografico My Mad, Fat, Teenage Diary di Rae Earl, la serie è andata in onda sul canale E4, che trasmette in Inghilterra e in Irlanda, a partire dal gennaio 2013. Al momento esistono due stagioni concluse, la prima di sei episodi e la seconda di sette. C'è stato il rinnovo per una terza stagione, ancora inedita. Entrambe le stagioni hanno un finale conclusivo, quindi non abbiate timore di guardarle per poi trovarvi con uno spiacevole cliffhanger. Al centro della vicenda, ambientata nel Lincolnshire nel 1996, c'è la sedicenne con problemi di peso Rae Earl (Sharon Rooney), che è appena stata dimessa dall'ospedale psichiatrico in cui ha trascorso quattro mesi in seguito a un tentativo di suicidio e deve in qualche modo rifarsi una vita. Centrale, per il suo recupero, il ruolo dello psicologo Kester (Ian Hart, che i fan potteriani ricorderanno nel turbante del professor Raptor) e del gruppo di amici composto da Chloe (Jodie Comer), Finn (Nico Mirallegro), Archie (Dan Cohen), Chop (Jordan Murphy) e Izzy (Ciara Baxendale). Al cast si aggiungono Claire Rushbrook (la madre di Rae), Bamshad Abedi-Amin (il patrigno Karim), Sophie Wright (Tix) e Darren Evans (Danny due cappelli).

Solitamente quando si scrive una recensione, la si conclude consigliando o sconsigliando l'opera oggetto di giudizio. Questa volta voglio contravvenire alle regole e consigliarvi MMFD subito. Non si tratta di una serie pensata "solo" per chi ha problemi di peso, autolesionismo, anoressia, suicidio, sebbene queste siano le tematiche centrali. MMFD è, ad ampio raggio, un'opera che spiega cos'è l'autostima a chi non ne ha e ha lottato o sta lottando per costruirsene una. Inquadrato in quest'ottica, è un prodotto che consiglierei soprattutto agli adolescenti, ma che in realtà è adatto a ogni età. Non guasta che la sceneggiatura sia divertente e interessante e - per una che per un pelo non è stata adolescente negli anni Novanta - è bello ritrovare un'atmosfera e una colonna sonora così Nineties. Oasis su tutti, ma anche Blur, Stone Roses, Verve, etc. 

Finn e Rae sono troppo carini 

Ho inoltre apprezzato sia la caratterizzazione dei personaggi che la ricostruzione delle dinamiche di gruppo adolescenziali. I dubbi e le insicurezze di Rae sono del tutto credibili, ma nonostante la vicenda sia raccontata dal suo punto di vista, uno spettatore più maturo intuisce facilmente motivazioni e insicurezze che muovono gli altri personaggi, in modi che sfuggono all'occhio di Rae. Ho apprezzato in particolar modo la costruzione del rapporto di amicizia - molto complesso e molto vero - tra Rae e Chloe, migliori amiche dai tempi dell'infanzia e, nonostante le differenze apparenti, più simili di quanto non si pensi a prima vista. Ho adorato Rae e Finn, perché anche se Rae non riesce a capire cosa Finn veda in lei, da spettatrice io capisco su quali basi si fondi la loro relazione, che non è dettata tanto dall'attrazione fisica ma dalla consapevolezza, per Finn, di aver finalmente trovato l'unica persona al mondo che sembra capirlo, è questo per un adolescente fa tutta la differenza del mondo.  


Insomma, non perdete tempo e correte a vedere questa serie fantastica - ovviamente sottotitolata, che vi fa pure bene all'inglese - perché ne vale davvero la pena.
Saluti compulsivi a tutti,

B.